Come scegliere una chitarra di liuteria

Scegliere di acquistare una chitarra di liuteria porta inevitabilmente a impegni importanti per il portafoglio, soprattutto se si opta per una scelta sicura riferendosi a un liutaio affermato. Ma anche in questo caso potrebbe succedere che scegliendo una chitarra su misura, e si aspetta di vederla realizzata, il risultato finale potrebbe a volte non essere quello sperato. Mi riferisco in particolare al suono, aspetto questo sul quale bisogna essere preparati tecnicamente se si vuole in qualche modo avere voce in capitolo in una eventuale controversia, e non mi riferisco sicuramente a stonature dovute a difetti costruttivi (con i liutai noti non si rischia questo). Ricordo un amico che suonava in un quartetto dove un componente del gruppo si era fatto fare una chitarra da un liutaio famoso: chitarra molto bella e dal suono delicato ma, purtroppo, con poco volume. Altro aspetto da tenere sotto osservazione è l'intonazione di tutte le note fino ai tasti più alti e in particolar modo eseguendo accordi almeno fino al 12° tasto. Ovviamente non devono esserci note del lupo, note morte in giro per la tastiera (ma anche queste cose non si rischiano scegliendo un liutaio conosciuto).

Se avete quindi deciso di spendere alcune migliaia di euro (a fronte delle cento ore di lavoro la cifra è giusta tra 2500 e 5000 euro, ma anche di più) e se il vostro principale obbiettivo è estetico allora la scelta è semplice: scegliete tra quelle che può mostrarvi il liutaio o eventualmente ordinatene una secondo il vostro gusto. 

Se invece siete interessati di più alla qualità del suono secondo un vostro interesse più o meno soggettivo, fate la scelta tra le chitarre disponibili con particolare attenzione però alla così detta playbility, cioè alla scorrevolezza del manico, alla sua corretta dimensione e forma rispetto alle vostre caratteristiche. Verificate poi alcuni aspetti che, se non vengono definiti, difficilmente li si percepisce. 

Nel caso si stia decidendo per l'acquisto di una chitarra classica il focus dovrebbe incentrarsi sulla purezza del suono e sul suo equilibrio; fatevi aiutare da una persona, non necessariamente chitarrista ma dotata di buon orecchio (con test di comparazione con lo strumento che volete cambiare ad esempio). Valutate il volume degli strumenti, l'equilibrio tonale (tra bassi, medi, alti), la separazione delle note ai vari tasti e la continuità nelle scale su tutte le corde. Cercate di cogliere la purezza della nota suonata al ponte, alla buca o alla tastiera e valutate la capacità espressiva naturale dello strumento. Le note basse devono essere presenti ma non rindondanti, le medie devono essere rapide e centrate, le alte squillanti quanto piace (e devono squillare). Cercate poi di comparare il sustain su corde a vuoto e non. Facile vero?

Nel caso invece della scelta di una chitarra acustica si complica un pò la cosa perchè, a seconda di cosa e come suonate si potrà optare per una chitarra dreadnought, una Parlor, una Django, e chi più ne ha più ne metta. Principale distinguo rispetto al suono delle chitarre classiche è che in quelle acustiche con corde in metallo il suono sarà ricco di armonici e non più puro come le prime, a meno che non si suonino principalmente brani solistici con fraseggi e scale e allora la chitarra con un suono puro può rilevarsi più adatta (ricordo che la purezza del suono si definisce con le catene).

Finora però abbiamo analizzato la casistica di scegliere la chitarra in base al buon nome del liutaio; mettiamo caso che però voi non volete spendere troppi soldi ma che comunque preferiate rivolgervi ad un liutaio meno affermato. Ebbene il processo di valutazione sarà il medesimo sopra descritto e forse vi potrebbe succedere di avere delle sorprese in merito a modalità costruttive o progettuali che vi capiterà di conoscere.

Quella del liutaio è una professione che si sta aprendo a innovazioni progettuali e tecnologiche che non tutti i liutai conoscono. Il guitars maker moderno è quindi una persona che ha conoscenze ingegneristiche che sa applicare al meglio in fase progettuale per la scelta di legni, tecnologie produttive, incatenature, etc... Questo permette delle strade realizzative che sono più performanti dal punto di vista dei risultati sonori finali e in definitiva anche più economiche.


Fermo restando il vecchio detto, non a tutti caro, MASSELLO FOREVER. Su quello non discuto.


A special Parlor

 

Questa è la mia prima realizzazione di una chitarra tipo Parlor, cioè una chitarra da salotto, da suonare per se, senza troppe pretese, in scala ridotta per quanto riguarda le dimensioni del corpo. Vista la fretta del committente di averla nel giro di poche settimane ho voluto agire economizzando il processo, riutilizzando qui e lì parti e materiali di altre chitarre: una tastiera a scala variabile di 630-650mm che avevo realizzato per una chitarra elettrica e mai installata; un ponte small con piroli  già fatto (generalmente nelle mie chitarre non uso i piroli). Ma soprattutto cannibalizzando una piccola chitarra-esperimento malamente progettata anni fa, rimuovendo la tastiera e la soundboard, che non rispondevano a requisiti minimi di qualità del suono. 

Ho proceduto quindi a rimuovere la tastiera con phon e spatole varie per poi fresare il bordo di fissaggio della tavola in legno e fibra di carbonio dalla vecchia chitarra.

Per mantenere basso (sotto i 200hz) il primo modo di risonanza della chitarra ho optato per un legno pesante (iroko) da utilizzare per la soundboard ferme restando le caratteristiche di un buon modulo di elasticità che necessariamente misuro prima di progettare l'incatenatura (in questo caso 9.1*10^9 Pa). Così facendo non si riscontrano problemi di volume di suono alle medie frequenze, cosa che generalmente si nota in certe Parlor. 

L'incatenatura di tipo a X, calcolata per la tavola di iroko e le catene in abete attraverso il mio foglio di calcolo, mi ha permesso di ottimizzare le dimensioni delle sezioni calcolate per un valore di E*I pari a 45. 

Incatenatura ad X

Realizzata la soundboard l'ho quindi incollata alle fasce per poi procedere alla realizzazione di binding e purfling (filetti). Incollaggio della tastiera già "intastata" e viste le tante imperfezioni estetiche dello strumento ho optato per una sorta di "poverizzazione" country con mordente e gomma lacca, stesa senza grandi pretese. Incollaggio del ponte con occhio attentissimo alla giusta inclinazione e finitura dei tasti finali e installazione del capotasto spaziatore in ottone (uso il zero freet). 


Chitarra lisciata e stirata pronta a spiccare il volo


Chitarra classica Xbracing