Classica Xover - LB.08/2025


Questa chitarra mi è stata commissionata da Federico, un vero e proprio cultore del legno. Si è presentato da me per discutere sullo strumento da realizzare, portandosi appresso un pezzo di tronco di bosso, legno giallo alquanto compatto, nodoso e denso. Raccontandomi la storia di quel pezzo di albero, rintracciato fortuitamente in una discarica verde dei Colli Euganei dopo averne perse le tracce l'indomani del taglio della siepe secolare proprio sotto casa a Padova. Cercava di coinvolgermi in questa storia per evitare mogani o esoticità varie in quella che doveva sentire la sua e non la solita chitarra: giocava facile con me su questi temi. E infatti gli proposi di utilizzarlo proprio per il manico nonostante le perigliose difficoltà di stabilità a cui sapevo andare incontro. Comunque sia, maggiore il peso al manico migliore la risposta in cassa per il solito secondo principio di Newton. Non finiva qui però: in tasca teneva un tronchetto di sambuco di cui ne era particolarmente fiero. Costruisce coltelli per hobby Federico e i manici in legno non sono meno importanti  del forgiato secondo lui, tanto che da quel "sambugaro" mi propose di tirarne fuori la rosetta per impreziosire la buca. Gli proposi di accompagnare il disegno con del corbezzolo, pianta simbolo dell'Italia, l'unica che oltre ad avere le foglie sempre verdi mostra frutti e fiori in contemporanea, rossi e bianchi, durante l'inverno. Pianta che cresce copiosa sugli amati colli euganei, dal legno marrone con tonalità rosse, perfetto per creare un po' di contrasto con il languido sambuco. Acconsentì con piacere.

Per la soundboard non ho dovuto insistere troppo per avere l'ok all'utilizzo di abete delle nostre alpi. Tra tutti i legni, l'abete è il migliore per resistenza meccanica  e leggerezza, tanto che queste due sole proprietà definiscono le performances acustiche di un legno. Se dovessimo infatti semplificare il rapporto esistente tra rigidezza e massa in funzione proprio della capacità di un materiale di rispondere efficacemente all'uso per cui è stato scelto, suonare nel nostro caso, allora risulterebbe che il così detto "sound radiation coefficient", grandezza acustica definita dalla radice del rapporto tra il modulo elastico e la densità al cubo, questo rapporto appunto, tra tutti i legni in  quello dell'abete è dei i migliori. E  mi fermo qui.

Risolto l'affare "scelta del legno", mi sono concentrato sul cuore della chitarra, la tavola armonica, perché è da lì che nasce tutto, e non servono ebani o palissandri di fascia o di fondo a rendere una chitarra ben sonante, ma bensì il corretto dimensionamento di tavola e catene nel rispetto delle proprietà del legno e delle geometrie in gioco. Per questa chitarra ho preferito utilizzare l'incatenatura a reticolo (lattice) in legno di balsa con una magliatura più stretta del solito per spingermi al minimo con lo spessore della tavola (2.3mm). Per le fasce e il fondo abbiamo optato per il castagno, e sottolineo "abbiamo" perché ogni legno è stato soppesato assieme quanto a proprietà sonanti e autoctonicità; essenza quella di castagno che cresce copiosa nei nostri colli, di consistenza resistente al pari dell'abete ma ben più pesante. 
Riguardo l'utilizzo di legni esotici duri e pesanti per fondo e fasce, al di la degli alti costi di questi, agli enormi impatti ambientali che derivano dagli abbattimenti di pregiati alberi, delle caratteristiche estetiche uniche di queste remote essenze, al di la di tutto ciò invito a fare una riflessione più ampia e matura sull'uso di suddette specie. Tanto il liutaio quanto il committente converranno con me che la proprietà più importante che si ricerca è quella che impartisce caratteristiche sonore di qualità, se non eccellenza, allo strumento e che queste non dipendono dal solo legno: quanta fuffa si nasconde dietro al fattore legno, singolarità che si deve intendere fondamentale solo per la soundboard che da sola contribuisce al 90% del suono finale. Su questo fronte ci si concentrerà quindi sulla corretta calibrazione di spessore tavola e delle dimensioni delle catene, curando inoltre la misurazione delle proprietà meccaniche del legno che si andrà ad utilizzare. In definitiva materiali come ebano e palissandro servono ad appesantire la cassa per lasciare che la soundboard vibri di più (sempre il 2° principio di Newton), ma anche su questo punto potrei essere in disaccordo sull'applicazione di questo principio nel momento in cui la chitarra costruita venga suonata per se stessi; preferisco una chitarra che vibri sul mio corpo, che mi trasmetta delle emozioni piuttosto che uno strumento votato alla proiezione verso l'esterno.

Salto a piè pari sulle varie fasi di costruzione e finitura della chitarra (che si trovano descritte in altri miei post precedenti) non fosse per la religiosa assenza dai radar di Federico il quale da saggio committente gli era bastato impartirmi quei suoi sacri vincoli di legno e niente di più. Grazie di questo. 
Alla fine dei tre mesi canonici che impiego nella realizzazione di uno strumento, la parte finale di rifinitura, laccatura e incordatura rappresentano i momenti magici in cui tutto converge, tutto assume un carattere di solennità e il tempo tra le varie fasi vorresti si espandesse all'infinito per fermare l'emozione prima che il legno si faccia suono. 
Dal primo Do calante delle corde fresche che risuonano all’unisono sotto le dita, sento di aver fatto tutto al meglio delle mie possibilità: la parte dell’esecutore di un’antica tradizione che, nonostante tutto, continua a evolversi nel tempo. In questo mio piccolo ruolo di artigiano del suono, credo che il risultato sperato sia stato raggiunto.
Grazie Federico e grazie Alice.

Caratteristiche tecniche

Il grafico a fianco rileva i dati sonori salienti della chitarra e in particolare:
- risonanza alla buca 95 hz;
- prima risonanza della tavola 185 hz
- forma della curva di tipo flat caratteristico delle chitarre classiche.
Dal valore della prima risonanza e attraverso la misurazione della rigidezza della tavola, attraverso l'utilizzo di uno strumento specifico, ho calcolato la mobilità di monopolo che si attesta a circa 22 S/KG*10-3. Ho volutamente mantenuto controllato questo valore di mobilità per avere maggiore garanzia di durata e solidità dello strumento nel tempo
Riguardo ai legni riassumo le essenze utilizzate nelle varie parti:
soundboard - abete;
bordi e fondo - castagno;
manico - bosso;
tastiera - palissandro;
ponte - palissandro;
rosetta - sambuco e corbezzolo.












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Chitarra classica Xbracing