Liutalab V1 - User Manual Ita-Eng

 Liutalab - Manuale d’uso - User Manual

 

Introduzione - Introduction

The app you are using is designed to correctly define the size, shape, and number of braces—the reinforcements glued under the guitar's soundboard—as well as the thickness of the soundboard itself, taking into account the woods used and any carbon fiber or other reinforcements. In Liutalab, in addition to the section dedicated to designing the soundboard components, you will also find a section dedicated to instrumental verification of the soundboard before gluing it to the ribs. This check allows for final adjustments to the soundboard's structural braces. In the following text, the term "guitar" will often be used to describe the instrument used in this application. Consider this simplification a way to identify all those stringed instruments that structurally resemble a guitar and that can fit within the design and verification parameters used in Liutalab—in other words, acoustic instruments with a flat soundboard and tensioned strings

L’app che stai utilizzando ha lo scopo di definire correttamente dimensioni, forma e numero di catene, ovverosia dei rinforzi incollati sotto la tavola armonica della chitarra, oltre allo spessore della stessa tavola armonica considerando i legni utilizzati ed eventuali rinforzi in fibra di carbonio o altri materiali. All’interno di Liutalab troverai, oltre alla parte relativa alla progettazione delle parti che compongono la soundboard anche una parte dedicata alla verifica strumentale della stessa prima di essere incollata alle fasce, verifica che permette di effettuare gli ultimi ritocchi sulle catene strutturali della soundboard. Nel testo che segue spesso si utilizzerà il nome chitarra per descrivere lo strumento deputato all’uso di questo applicativo, considera questa semplificazione un modo per identificare tutti quegli strumenti a corda che assomigliano strutturalmente ad una chitarra e che possono rientrare nei parametri di progetto e verifica utilizzati in Liutalab, di fatto strumenti acustici con piano armonico piatto e corde in tensione.

 

Cenni di statica dello strumento - Instrument Statics

Before describing in detail the various parts of the soundboard sizing and verification program, we'll review some issues related to the statics of the guitar instrument, in relation to the mechanical stresses that the strings impart to the instrument's structure, and in particular to the soundboard.There are two main types of guitar: the metal-stringed acoustic guitar and the nylon-stringed classical guitar. The two, in terms of mechanical stresses due to the different types of string materials and their thickness, are subjected to stresses of the order of 25-35 kgf for classical guitars and 40-80 kgf for acoustic guitars. For ukuleles or other specific instruments other than classical or acoustic guitars, before proceeding with the soundboard sizing, it is necessary to determine (from the number of strings, the material and the length of the tuning fork) the stress load on the instrument's soundboard during the design phase.

Prima di descrivere nel dettaglio le varie parti del programma di dimensionamento e verifica della soundboard faremo un ripasso di alcune questioni relative alla statica dello strumento chitarra in relazione alle tensioni meccaniche che le corde impartiscono alla struttura dello strumento e in particolare alla soundboard.Esistono principalmente due tipi di chitarra: chitarra acustica con corde in metallo e chitarra classica con corde di nylon. Le due, dal punto di vista delle tensioni meccaniche dovute alla diversa tipologia di materiale delle corde e al loro spessore, sono sottoposte a sollecitazioni che sono dell’ordine di 25-35kgf nel caso di chitarre classiche e 40-80kgf per le acustiche. Nel caso di ukulele o altri strumenti specifici diversi da chitarre classiche o acustiche, prima di procedere al dimensionamento della soundboard bisogna evincere (dal numero di corde, dal materiale oltre che dalla lunghezza del diapason) il carico di sollecitazione sulla soundboard dello strumento in fase di progettazione.

From the perspective of designing based on the instrument's specific characteristics, it's essential to define reference numbers that can be used to determine the most appropriate dimensions for the soundboard-braces assembly. As is well known, the mechanical resistance of any tensioned structure depends on the geometric characteristics of the cross-section subjected to stress and the mechanical characteristics of the materials from which the structure is composed (in addition to the type of tension, in our case static). The guitar, in particular, must not collapse under the load of the strings, but at the same time, the mobile mass of the soundboard-braces assembly must be as low as possible, as the soundboard vibrates, and by vibrating, it produces sound. The lighter and more mobile it is, the louder and better it sounds.

Nell’ottica di una progettazione calata sulle caratteristiche proprie dello strumento, si evince la necessità di definire dei numeri di riferimento sulla base dei quali risalire alle dimensioni più corrette dell’insieme catene-tavola armonica. Come è noto, la resistenza meccanica di qualsiasi struttura tensionata dipende dalle caratteristiche geometriche della sezione sottoposta allo sforzo e alle caratteristiche meccaniche dei materiali di cui è composta la struttura (oltre alla tipologia di tensione, nel nostro caso statica). La chitarra in particolare non deve collassare sotto il carico delle corde ma al tempo stesso deve avere una massa mobile dell’insieme tavola-catene la più bassa possibile, in quanto la tavola armonica vibra, e vibrando produce il suono, e tanto più leggera e mobile è, tanto più forte e bene suona.

The two quantities that define the structural properties of any mechanically stressed object are the modulus of elasticity "E" (or Young's modulus) and the moment of inertia "I". These two quantities, which can be expressed through specific numbers and units of measurement, are combined through their product called "E*I" flexural rigidity, which is our most important reference when sizing the soundboard. Regarding the various types of bracing for classical and acoustic guitars and the various soundboard support schemes (vented, X-bracing, falcate, lattice, double top, V bracing, etc.), beyond the color of the sound that each type of bracing imparts to the instrument and placing ourselves solely on the level of the correct sizing of the soundboard, there is a sizing criterion, the result of tests and comparisons by the leading experts in the sector, which emerges in particular that the statically best condition for the acoustics of the instrument is to have the bridge on the soundboard rotated forward by approximately 1.5-2° under the pulling action of the strings.

Le due grandezze che definiscono le proprietà strutturali di qualsiasi oggetto meccanicamente sollecitato sono il modulo di elasticità “E” (o modulo di Young) e il momento di inerzia di area “I”. Queste due grandezze, esprimibili attraverso numeri e unità di misura specifiche, vengono mescolate assieme attraverso il loro prodotto chiamato “E*I” rigidezza flessionale o flexural rigidity che è il nostro riferimento più importante nel dimensionamento della soundboard. Riguardo le varie tipologie di incatenatura per chitarra classica e acustica e ai vari schemi di supporto della tavola armonica (vented, Xbracing, falcate, lattice, double top, V bracing, etc...) al di là del colore del suono che ogni tipologia di incatenatura imprime allo strumento e ponendoci solo sul piano del corretto dimensionamento della tavola armonica (soundboard), esiste un criterio di dimensionamento, frutto di prove e comparazioni dei massimi esperti del settore, nel quale emerge in particolare che la condizione staticamente migliore per l’acustica dello strumento è avere una rotazione del ponte sulla tavola armonica di circa 1,5-2° in avanti sotto l’azione di trazione delle corde.

            To achieve this, we found that the so-called flexural rigidity (E*I) of the soundboard should be approximately 15 for classical guitars and 50 for acoustic guitars, and in any case, have a value proportional to the structural load due to the strings depending on the instrument being built. The purpose of Liutalab, the smartphone application you will use, is to correctly size the soundboard with regard to the flexural rigidity value.

Per giungere a questa condizione si è visto che la cosiddetta flexural rigidity (E*I) della soundboard dovrebbe essere di circa 15 per quanto riguarda le chitarre classiche e 50 per le chitarre acustiche e comunque avere un valore proporzionato al carico strutturale dovuto alle corde a seconda dello strumento che si decide di realizzare. Lo scopo di Liutalab, l’applicazione per smartphone che andrai ad utilizzare, è infatti il corretto dimensionamento della tavola armonica in merito al valore di rigidezza flessionale

 

Utilizzo di Liutalab - Using Liutalab

 The program is structured into four submenus: Overall, Braces, Carbon Fiber, and Results. The first three menus define the variables needed to calculate the E*I value. In practice, based on the final flexural rigidity (E*I) we intend to achieve, we will adjust the various values ​​for board thickness, number of braces, brace dimensions, materials, etc., to achieve the target value. It is important to note that this tool, designed to assist the luthier, must be used wisely, ensuring that the data entered complies with good practice. It is also important to pay attention to the units of measurement used, which can be set to meters, centimeters, millimeters, or inches. To fully exploit Liutalab's potential and obtain reliable data regarding the soundboard measurements (based on the target E*I), we recommend following the instructions in the following pages of this manual, following the step-by-step description of the correct use of each menu item. 

Good luck!

Il programma è strutturato su quattro sottomenu: Overall, Braces, Carbon fiber, Results. I primi tre menù definiscono le variabili  necessarie al calcolo del valore E*I. In pratica sulla base del risultato finale che intendiamo raggiungere come flexural rigidity (E*I) andremo a modificare i vari valori di spessore tavole, numero di catene, dimensioni catene, materiali, etc., in modo da raggiungere il valore obiettivo. Si conviene che questo strumento di aiuto al liutaio deve essere utilizzato con criterio, consapevoli che i dati da inserire siano in linea con la buona pratica del mestiere. Si sottolinea inoltre di fare attenzione alle unità di misura utilizzate che potete impostarle in metri, centimetri, millimetri o pollici. Al fine di sfruttare appieno le potenzialità di Liutalab e di ottenere dei dati attendibili riguardo le misure della soundboard (sulla base della E*I obiettivo) consigliamo di attenersi a quanto specificato nelle pagine seguenti del presente manuale seguendo passo passo la descrizione sul corretto utilizzo di ogni voce di menù. 

Buon lavoro 







Chitarra a 12 corde. Incatenatura Xbracing double

 


Ecco la nuova 12 corde, chitarra costruita su misura su esigenze timbriche ed estetiche.

Prima scelta il piano armonico in abete; a Francesco, il committente, piacciono chitarre con suono chiaro, bassi profondi e alti cristallini. Incatenatura tipo Xbracing necessaria, anzi facciamo un doppio Xbracing per sostenere ulteriormente l'ampio piano armonico di questa chitarra decisamente "folk".

Su questo punto sarò più specifico. Per il dimensionamento del piano sottoposto a flessione ho impostato dei parametri di progetto e di test flessionale di un 40% superiori a quelli utilizzati in una normale 6 corde. In questo caso ho optato per un valore di E*I (rigidezza flessionale) pari a 70.

Procedo valutando i valori del modulo elastico attraverso il mio piano di test materiali, mentre il valore della rigidezza flessionale la calcolo con il mio foglio di calcolo. 

Ecco a destra e sotto le scelte più importanti per il suono della chitarra, ossia le dimensioni e la geometria delle catene. Ricordo che la struttura a X conferisce principalmente la resistenza meccanica alla tavola armonica (e su questa viene calcolata la resistenza flessionale) mentre le altre catene poste ai lati e sotto alla X servono a conferire il colore timbrico dello strumento. 

Francesco mi ha inoltre chiesto di riportare sullo strumento le sue iniziali (FC) che ho inciso sulla paletta e il logo della sua associazione, un ramoscello di ulivo che ho posto al 12° tasto sulla tastiera.



A seguire altre immagini dello strumento finito, come sempre laccato shellack, fondo in wengè, fasce in castagno, tasto zero e meccaniche dorate, ponticello in ergal 7075.
 
Qui sopra la misurazione della mobilità di dipolo a chitarra ultimata, che si attesta a 9.5  s/kg*10^-3
La curva di risposta in frequenza è quella tipica di uno strumento Xbracing con varie armoniche su tutto lo spettro acustico. In particolare da sx il primo picco a 100 hz della buca, il secondo a 190 hz del primo modo di risonanza e poi a 400 hz del primo dipolo e in cascata tutti gli altri.


Un grazie a Francesco per la fiducia che mi ha accordato e per la cortese pazienza per i tre mesi di attesa del suo nuovo strumento. Buone suonate in compagnia!








Classica Xover - LB.08/2025


Questa chitarra mi è stata commissionata da Federico, un vero e proprio cultore del legno. Si è presentato da me per discutere sullo strumento da realizzare, portandosi appresso un pezzo di tronco di bosso, legno giallo alquanto compatto, nodoso e denso. Raccontandomi la storia di quel pezzo di albero, rintracciato fortuitamente in una discarica verde dei Colli Euganei dopo averne perse le tracce l'indomani del taglio della siepe secolare proprio sotto casa a Padova. Cercava di coinvolgermi in questa storia per evitare mogani o esoticità varie in quella che doveva sentire la sua e non la solita chitarra: giocava facile con me su questi temi. E infatti gli proposi di utilizzarlo proprio per il manico nonostante le perigliose difficoltà di stabilità a cui sapevo andare incontro. Comunque sia, maggiore il peso al manico migliore la risposta in cassa per il solito secondo principio di Newton. Non finiva qui però: in tasca teneva un tronchetto di sambuco di cui ne era particolarmente fiero. Costruisce coltelli per hobby Federico e i manici in legno non sono meno importanti  del forgiato secondo lui, tanto che da quel "sambugaro" mi propose di tirarne fuori la rosetta per impreziosire la buca. Gli proposi di accompagnare il disegno con del corbezzolo, pianta simbolo dell'Italia, l'unica che oltre ad avere le foglie sempre verdi mostra frutti e fiori in contemporanea, rossi e bianchi, durante l'inverno. Pianta che cresce copiosa sugli amati colli euganei, dal legno marrone con tonalità rosse, perfetto per creare un po' di contrasto con il languido sambuco. Acconsentì con piacere.

Per la soundboard non ho dovuto insistere troppo per avere l'ok all'utilizzo di abete delle nostre alpi. Tra tutti i legni, l'abete è il migliore per resistenza meccanica  e leggerezza, tanto che queste due sole proprietà definiscono le performances acustiche di un legno. Se dovessimo infatti semplificare il rapporto esistente tra rigidezza e massa in funzione proprio della capacità di un materiale di rispondere efficacemente all'uso per cui è stato scelto, suonare nel nostro caso, allora risulterebbe che il così detto "sound radiation coefficient", grandezza acustica definita dalla radice del rapporto tra il modulo elastico e la densità al cubo, questo rapporto appunto, tra tutti i legni in  quello dell'abete è dei i migliori. E  mi fermo qui.

Risolto l'affare "scelta del legno", mi sono concentrato sul cuore della chitarra, la tavola armonica, perché è da lì che nasce tutto, e non servono ebani o palissandri di fascia o di fondo a rendere una chitarra ben sonante, ma bensì il corretto dimensionamento di tavola e catene nel rispetto delle proprietà del legno e delle geometrie in gioco. Per questa chitarra ho preferito utilizzare l'incatenatura a reticolo (lattice) in legno di balsa con una magliatura più stretta del solito per spingermi al minimo con lo spessore della tavola (2.3mm). Per le fasce e il fondo abbiamo optato per il castagno, e sottolineo "abbiamo" perché ogni legno è stato soppesato assieme quanto a proprietà sonanti e autoctonicità; essenza quella di castagno che cresce copiosa nei nostri colli, di consistenza resistente al pari dell'abete ma ben più pesante. 
Riguardo l'utilizzo di legni esotici duri e pesanti per fondo e fasce, al di la degli alti costi di questi, agli enormi impatti ambientali che derivano dagli abbattimenti di pregiati alberi, delle caratteristiche estetiche uniche di queste remote essenze, al di la di tutto ciò invito a fare una riflessione più ampia e matura sull'uso di suddette specie. Tanto il liutaio quanto il committente converranno con me che la proprietà più importante che si ricerca è quella che impartisce caratteristiche sonore di qualità, se non eccellenza, allo strumento e che queste non dipendono dal solo legno: quanta fuffa si nasconde dietro al fattore legno, singolarità che si deve intendere fondamentale solo per la soundboard che da sola contribuisce al 90% del suono finale. Su questo fronte ci si concentrerà quindi sulla corretta calibrazione di spessore tavola e delle dimensioni delle catene, curando inoltre la misurazione delle proprietà meccaniche del legno che si andrà ad utilizzare. In definitiva materiali come ebano e palissandro servono ad appesantire la cassa per lasciare che la soundboard vibri di più (sempre il 2° principio di Newton), ma anche su questo punto potrei essere in disaccordo sull'applicazione di questo principio nel momento in cui la chitarra costruita venga suonata per se stessi; preferisco una chitarra che vibri sul mio corpo, che mi trasmetta delle emozioni piuttosto che uno strumento votato alla proiezione verso l'esterno.

Salto a piè pari sulle varie fasi di costruzione e finitura della chitarra (che si trovano descritte in altri miei post precedenti) non fosse per la religiosa assenza dai radar di Federico il quale da saggio committente gli era bastato impartirmi quei suoi sacri vincoli di legno e niente di più. Grazie di questo. 
Alla fine dei tre mesi canonici che impiego nella realizzazione di uno strumento, la parte finale di rifinitura, laccatura e incordatura rappresentano i momenti magici in cui tutto converge, tutto assume un carattere di solennità e il tempo tra le varie fasi vorresti si espandesse all'infinito per fermare l'emozione prima che il legno si faccia suono. 
Dal primo Do calante delle corde fresche che risuonano all’unisono sotto le dita, sento di aver fatto tutto al meglio delle mie possibilità: la parte dell’esecutore di un’antica tradizione che, nonostante tutto, continua a evolversi nel tempo. In questo mio piccolo ruolo di artigiano del suono, credo che il risultato sperato sia stato raggiunto.
Grazie Federico e grazie Alice.

Caratteristiche tecniche

Il grafico a fianco rileva i dati sonori salienti della chitarra e in particolare:
- risonanza alla buca 95 hz;
- prima risonanza della tavola 185 hz
- forma della curva di tipo flat caratteristico delle chitarre classiche.
Dal valore della prima risonanza e attraverso la misurazione della rigidezza della tavola, attraverso l'utilizzo di uno strumento specifico, ho calcolato la mobilità di monopolo che si attesta a circa 22 S/KG*10-3. Ho volutamente mantenuto controllato questo valore di mobilità per avere maggiore garanzia di durata e solidità dello strumento nel tempo
Riguardo ai legni riassumo le essenze utilizzate nelle varie parti:
soundboard - abete;
bordi e fondo - castagno;
manico - bosso;
tastiera - palissandro;
ponte - palissandro;
rosetta - sambuco e corbezzolo.












Chitarra a dodici corde incatenatura Xbracing

 

La progettazione della tavola armonica, ovvero il calcolo dello spessore della tavola e delle dimensioni delle catene, è stata effettuata considerando un carico di 12 corde, pari a 1200 newton (somma delle tensione delle 12 corde come da scheda tecnica Martin Strings 0.010). In particolare, come riferimento per la rigidità (E*I), ho assunto un valore di 70 Nm², rispetto ai classici 50 Nm² utilizzati nelle chitarre acustiche.

La forma è quella classica Mike Guitars tipo Django, con spalla mancante e fiorentina. La fascia è ricavata in un unico pezzo di legno di rovere, da spalla a spalla.

Il top e le catene sono in abete, il manico è in frassino, mentre la tastiera e il ponte sono in palissandro. Ho scelto questi legni per motivi tecnici legati alla stabilità e alla durezza; in particolare, per il ponte con piroli, è fondamentale utilizzare un legno che resista bene alla deformazione. Infatti, l'utilizzo di legni meno resistenti può comportare il rischio che i piroli si allentino e non restino ben incastrati nei fori. Per la tavola armonica, l'impiego di un legno leggero ma resistente consente di mantenere sezioni sottili e pesi contenuti. Per il fondo e la tavola (fronte e retro) ho optato per il wengé, su richiesta esplicita del cliente.

Come sempre, ho effettuato la misurazione del modulo elastico di catene e tavola, il che mi permette di ottimizzare le dimensioni dei legni in tensione, riducendo quanto basta il peso della tavola armonica. Il dato relativo alla mobilità di monopolo si attesta a circa 12.5, un valore comunque buono per una chitarra a 12 corde, che risulta più solida rispetto a una chitarra a 6 corde. Non ho spinto oltre per mantenere la solidità strutturale del nostro strumento nel tempo.

Riguardo all'incatenatura, la sezione ha una forma trapezoidale con base di appoggio al top di 8 mm, base minore di 2 mm e un'altezza di circa 15 mm. L'angolo compreso tra le due barre principali è di circa 80°.


                

 La spaziatura tra le corde al capotasto è di 2.5mm su larghezza della tastiera pari a 47.5mm con tasto zero al posto del capotasto per la regolazione in altezza delle corde. Ho inserito al 12° tasto una piccola foglia di quercia in ottone e il medesimo materiale l'ho utilizzato per il capotasto guida nonchè per il logo alla paletta. Come sempre per esaltare la catena di trasmissione della corda che vibra opto per soluzioni alternative ai soliti materiali; in questa chitarra come materiale del ponticello ho optato per la lega in ergal 7075 di durezza comparabile all'acciaio ma di peso contenuto nonchè di un fattore di smorzamento meccanico più basso del classico osso naturale. 

Nel grafico della risposta in frequenza dello strumento (curva rossa) si notano i due picchi principali a 114 e a 190 hz relativi alla risonanza di helmoltz della buca e al primo modo di risonanza della tavola. La presenza di numerosi picchi nella curva alle varie frequenze è un indice di ricchezza timbrica dello strumento.



 


Come scegliere una chitarra di liuteria

Scegliere di acquistare una chitarra di liuteria porta inevitabilmente a impegni importanti per il portafoglio, soprattutto se si opta per una scelta sicura riferendosi a un liutaio affermato. Ma anche in questo caso potrebbe succedere che scegliendo una chitarra su misura, e si aspetta di vederla realizzata, il risultato finale potrebbe a volte non essere quello sperato. Mi riferisco in particolare al suono, aspetto questo sul quale bisogna essere preparati tecnicamente se si vuole in qualche modo avere voce in capitolo in una eventuale controversia, e non mi riferisco sicuramente a stonature dovute a difetti costruttivi (con i liutai noti non si rischia questo). Ricordo un amico che suonava in un quartetto dove un componente del gruppo si era fatto fare una chitarra da un liutaio famoso: chitarra molto bella e dal suono delicato ma, purtroppo, con poco volume. Altro aspetto da tenere sotto osservazione è l'intonazione di tutte le note fino ai tasti più alti e in particolar modo eseguendo accordi almeno fino al 12° tasto. Ovviamente non devono esserci note del lupo, note morte in giro per la tastiera (ma anche queste cose non si rischiano scegliendo un liutaio conosciuto).

Se avete quindi deciso di spendere alcune migliaia di euro (a fronte delle cento ore di lavoro la cifra è giusta tra 2500 e 5000 euro, ma anche di più) e se il vostro principale obbiettivo è estetico allora la scelta è semplice: scegliete tra quelle che può mostrarvi il liutaio o eventualmente ordinatene una secondo il vostro gusto. 

Se invece siete interessati di più alla qualità del suono secondo un vostro interesse più o meno soggettivo, fate la scelta tra le chitarre disponibili con particolare attenzione però alla così detta playbility, cioè alla scorrevolezza del manico, alla sua corretta dimensione e forma rispetto alle vostre caratteristiche. Verificate poi alcuni aspetti che, se non vengono definiti, difficilmente li si percepisce. 

Nel caso si stia decidendo per l'acquisto di una chitarra classica il focus dovrebbe incentrarsi sulla purezza del suono e sul suo equilibrio; fatevi aiutare da una persona, non necessariamente chitarrista ma dotata di buon orecchio (con test di comparazione con lo strumento che volete cambiare ad esempio). Valutate il volume degli strumenti, l'equilibrio tonale (tra bassi, medi, alti), la separazione delle note ai vari tasti e la continuità nelle scale su tutte le corde. Cercate di cogliere la purezza della nota suonata al ponte, alla buca o alla tastiera e valutate la capacità espressiva naturale dello strumento. Le note basse devono essere presenti ma non rindondanti, le medie devono essere rapide e centrate, le alte squillanti quanto piace (e devono squillare). Cercate poi di comparare il sustain su corde a vuoto e non. Facile vero?

Nel caso invece della scelta di una chitarra acustica si complica un pò la cosa perchè, a seconda di cosa e come suonate si potrà optare per una chitarra dreadnought, una Parlor, una Django, e chi più ne ha più ne metta. Principale distinguo rispetto al suono delle chitarre classiche è che in quelle acustiche con corde in metallo il suono sarà ricco di armonici e non più puro come le prime, a meno che non si suonino principalmente brani solistici con fraseggi e scale e allora la chitarra con un suono puro può rilevarsi più adatta (ricordo che la purezza del suono si definisce con le catene).

Finora però abbiamo analizzato la casistica di scegliere la chitarra in base al buon nome del liutaio; mettiamo caso che però voi non volete spendere troppi soldi ma che comunque preferiate rivolgervi ad un liutaio meno affermato. Ebbene il processo di valutazione sarà il medesimo sopra descritto e forse vi potrebbe succedere di avere delle sorprese in merito a modalità costruttive o progettuali che vi capiterà di conoscere.

Quella del liutaio è una professione che si sta aprendo a innovazioni progettuali e tecnologiche che non tutti i liutai conoscono. Il guitars maker moderno è quindi una persona che ha conoscenze ingegneristiche che sa applicare al meglio in fase progettuale per la scelta di legni, tecnologie produttive, incatenature, etc... Questo permette delle strade realizzative che sono più performanti dal punto di vista dei risultati sonori finali e in definitiva anche più economiche.


Fermo restando il vecchio detto, non a tutti caro, MASSELLO FOREVER. Su quello non discuto.


A special Parlor

 

Questa è la mia prima realizzazione di una chitarra tipo Parlor, cioè una chitarra da salotto, da suonare per se, senza troppe pretese, in scala ridotta per quanto riguarda le dimensioni del corpo. Vista la fretta del committente di averla nel giro di poche settimane ho voluto agire economizzando il processo, riutilizzando qui e lì parti e materiali di altre chitarre: una tastiera a scala variabile di 630-650mm che avevo realizzato per una chitarra elettrica e mai installata; un ponte small con piroli  già fatto (generalmente nelle mie chitarre non uso i piroli). Ma soprattutto cannibalizzando una piccola chitarra-esperimento malamente progettata anni fa, rimuovendo la tastiera e la soundboard, che non rispondevano a requisiti minimi di qualità del suono. 

Ho proceduto quindi a rimuovere la tastiera con phon e spatole varie per poi fresare il bordo di fissaggio della tavola in legno e fibra di carbonio dalla vecchia chitarra.

Per mantenere basso (sotto i 200hz) il primo modo di risonanza della chitarra ho optato per un legno pesante (iroko) da utilizzare per la soundboard ferme restando le caratteristiche di un buon modulo di elasticità che necessariamente misuro prima di progettare l'incatenatura (in questo caso 9.1*10^9 Pa). Così facendo non si riscontrano problemi di volume di suono alle medie frequenze, cosa che generalmente si nota in certe Parlor. 

L'incatenatura di tipo a X, calcolata per la tavola di iroko e le catene in abete attraverso il mio foglio di calcolo, mi ha permesso di ottimizzare le dimensioni delle sezioni calcolate per un valore di E*I pari a 45. 

Incatenatura ad X

Realizzata la soundboard l'ho quindi incollata alle fasce per poi procedere alla realizzazione di binding e purfling (filetti). Incollaggio della tastiera già "intastata" e viste le tante imperfezioni estetiche dello strumento ho optato per una sorta di "poverizzazione" country con mordente e gomma lacca, stesa senza grandi pretese. Incollaggio del ponte con occhio attentissimo alla giusta inclinazione e finitura dei tasti finali e installazione del capotasto spaziatore in ottone (uso il zero freet). 


Chitarra lisciata e stirata pronta a spiccare il volo


Chitarra classica Xbracing